sabato 17 giugno 2017

ECCELLENZE MERIDIONALI SVENDUTE ALLA CINA.


Avete presente quando sui quotidiani vedete i bei faccioni del sottosegretario all’agricoltura, del Ministro Martina e soci che vi raccontano di come stanno promuovendo il nostro Made Italy ? Di tutele e di grandi successi del Governo Renzi e poi Gentiloni? Bene, prendete quegli articoli e buttateli nella spazzatura perché abbiamo scoperto l’ennesima porcata che li sbugiarda! 


Nessun prodotto agroalimentare del sud Italia infatti rientra nella protezione delle indicazioni geografiche nell’ambito dell’accordo di libero scambio con la Cina. Proprio così. Siamo venuti in possesso del documento sottoposto all’agenda della commissione Agricoltura convocata a Strasburgo in sessione straordinaria lunedì sera. 

E’ un documento che contiene le indicazioni geografiche tipiche (GI), ovvero quell’elenco di prodotti che ci mettono al riparo dagli effetti mortali degli accordi di libero scambio che l’Unione Europea continua a portare avanti. Il Governo Italiano ha infatti dato a Bruxelles un elenco di prodotti Dop e IGP che avendo questo marchio, dovrebbero essere messi al riparo dalla concorrenza mondiale quando l’europa fa accordi per commercio di libero scambio. Questo elenco contiene 100 prodotti da tutta Europa e 26 italiani. Sapete quali sono i riconoscimenti per i prodotti del meridione d’Italia? A parte la mozzarella di bufala Campana, Zero! proprio così, Zero.
Non v’è traccia del nostro Nero D’Avola, del nostro Bianco d’Alcamo, del nostro olio extravergine o delle nostre arance. Non v’è traccia degli oli pugliesi, dei prodotti del Salento, di quelli sardi, calabresi o della Basilicata. Zero tagliato.
go in sessione straordinaria lunedì sera. E’ un documento che contiene le indicazioni geografiche tipiche,
ovvero quell’elenco di prodotti che ci mettono al riparo dagli effetti mortali degli accordi di libero scambio che l’Unione Europea continua a portare avanti. Il Governo Italiano ha infatti dato a Bruxelles un elenco di prodotti Dop e IGP che avendo questo marchio, dovrebbero essere messi al riparo dalla concorrenza mondiale quando l’europa fa accordi per commercio di libero scambio. Questo elenco contiene 100 prodotti da tutta Europa e 26 italiani. Sapete quali sono i riconoscimenti per i prodotti del meridione d’Italia? A parte la mozzarella di bufala Campana, Zero! proprio così, Zero.
 Non v’è traccia del nostro Nero D’Avola, del nostro Bianco d’Alcamo, del nostro olio extravergine o delle nostre arance. Non v’è traccia degli oli pugliesi, dei prodotti del Salento, di quelli sardi, calabresi o della Basilicata. Zero tagliato.
Evidentemente il Governo del nostro Paese non ritiene che il Sud Italia valga qualcosa. Anzi, ci lasciamo fregare dai tedeschi i cui politici sono stati capaci di far tutelare i loro vini che peraltro sono sofisticati a zucchero anziché a mosto concentrato come quelli italiani. Nella lista dei 100 prodotti che riconoscerà la Cina, vi sono solo prodotti afferenti a grossi consorzi che hanno maggiore presenza nella Grande Distribuzione Organizzata, come ad esempio il Parmigiano Reggiano, prodotti che in sostanza hanno già la possibilità di farsi rispettare nell’esportazione, mentre i piccoli, come il pomodoro di Pachino, se vogliono affacciarsi al mercato cinese, non godono di alcuna tutela e se vengono clonati,
 i nostri produttori non hanno gli strumenti economici
ed amministrativi per difendersi.  
In Sicilia ad esempio, l’assessore regionale all’Agricoltura che si chiama Antonello Cracolici continua a pavoneggiarsi parlando di fondi europei che dovrebbero essere utilizzati per lo sviluppo della filiera. Peccato poi che il suo partito, il PD (di cui il ministro Martina è una bella punta di diamante…) non fa inserire nella lista dei prodotti da tutelare, neanche uno dei 30 DOP e IGP siciliani che rientrano nei circa 100 GI del mezzogiorno d’Italia. Ovviamente ci auguriamo che i nostri agricoltori e produttori ricordino bene questo dato e che rivolgano a Ministro, Sottosegretario e Assessore Regionale, il dovuto trattamento per essere stati continuamente presi in giro.  
La Sicilia avrebbe potuto ottenere molto di più se si fosse auto rappresentata se ci fosse stata una forza politica capace di negoziare direttamente con l’Europa.
Siccome l’IGP è una sorta di merce di scambio, i produttori meridionali, sono stati trattati alla stregua delle figurine di calcio da barattare con i cinesi. L’unica dimensione presa in considerazione per individuare questi 26 prodotti italiani che fanno parte della lista dei 100 è la dimensione economica, cosa che dovrebbe essere l’opposto in un negoziato: 
Il produttore di arance della Piana di Catania, se riesce ad aprirsi un varco nel mercato cinese, non avrà la potenza che avranno gli altri consorzi nel farsi pubblicità, nel potersi permettere una tutela legale in Cina. Ecco perché il Ministro Martina, il sottosegretario Castiglione o l’assessore all’Agricoltura Cracolici mentono sapendo di mentire, perchè quando parlando di valorizzazione di prodotti siciliani e di internazionalizzazione, fanno solo fuffa dato che poi quando c’è da mettere nero su bianco non fanno nulla di quello che promettono.
Tra i vantaggi che prevede il rientrare in quella lista, ci sono anche la possibilità di sovrapprezzo che arriva sino al 2000%. Sul piatto ci sono 100 prodotti europei e 100 prodotti cinesi, riconosciuti reciprocamente. A chi sta in quella lista, viene assicurato dalle autorità cinesi ed europee il massimo livello di protezione per il problema della contraffazione. 
Se ci sono ad esempio casi di clonazione del marchio, del packaging o contraffazione, non occorre che l’imprenditore italiano, vada a fare un’azione giudiziaria, a cercarsi lo studio legale cinese o a studiarsi il sistema giudiziario cinese, ma gli basterà un’azione amministrativa. Basterà notificare cioè l’esistenza di contraffazione per ottenere il giusto risarcimento, cosa che per un imprenditore piccolo sarebbe fondamentale.
La lista dei negoziati con la Cina prevede che fra quattro anni, possa essere allargata ad altri 160 prodotti sempre da tutta Europa, quindi, stando a queste premesse, la possibilità che possano essere inseriti anche prodotti del meridione d’Italia si affievolisce notevolmente. Morale, IGP e Dop non vengono presentati per quello che potrebbero rappresentare realmente, ovvero una tutela per la filiera corta e per le produzioni piccole e d’eccellenza che dovrebbero promuovere anche il territorio, ma come una forza negoziale da barattare per altri settori, da quello siderurgico a quello chimico.  
Tutti questi accordi, negli anni sono passati nel silenzio generale dei media italiani e per volontà politica del nostro Paese. I partiti, dal Partito Democratico a Forza Italia hanno in sostanza ammazzato la nostra agricoltura e il nostro 
Made in Italy. Quando vedo agricoltori con le lacrime agli occhi per dover lasciare marcire i loro prodotti, mi sale una rabbia incredibile e vorrei che fossero tra le mura e i vetri del Parlamento Europeo per fargli vedere cosa votano i loro rappresentati a Bruxelles e Strasburgo. 

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lunedì 22 maggio 2017

Italia caso unico al mondo 12 vaccini per legge




Addirittura 12 vaccini, somministrati a bambini di tre mesi di vita? E’ da criminali incoscienti». Il senatore Bartolomeo Pepe si scaglia con decisione contro il decreto legge del governo Gentiloni, ora in discussione: ben 12 vaccini obbligatori, finò all’età di 16 anni, pena l’esclusione dalla scuola. E con pesanti sanzioni per i trasgressori, pecuniare (anche 7.500 euro) e non solo: si arriva fino a privare i genitori della patria potestà. «Siamo alla follia totale, al nazi-vaccinismo», tuona il senatore ex 5 Stelle ai microfoni di “Forme d’Onda“, web-radio: «Il sistema vaccini in Italia è fuori controllo, i bambini sono in pericolo». E attenzione: «Non esiste nessun paese al mondo con simili disposizioni: che non stanno né in cielo né in terra, a detta di Premi Nobel e virologi di fama internazionale». Attualmente, l’Italia – con 4 vaccinazioni obbligatorie – è già in testa alla classifica mondiale, insieme alla Francia. Segue il Belgio, con soli 2 vaccini obbligatori, mentre tutti gli altri paesi del pianeta hanno un solo vaccino obbligatorio, o anche nessuno. «E’ una cosa pazzesca: ora finalmente la gente si renderà conto di cosa c’è in ballo, di cosa sta accadendo», aggiunge Pepe: «E ricordiamoci che il vaccino contro l’epatite C fu introdotto anni fa con una tangente all’allora ministro De Lorenzo: il ministro è stato arrestato, ma il vaccino è rimasto, divenendo il quarto vaccino obbligatorio in Italia».
«Io non sono contro i vaccini, sono per il loro controllo», precisa Pepe, secondo cui in ogni caso «non esistono motivi di allarme, né pandemie». C’è stato il caso della meningite, «ma poi è rientrato.

lunedì 10 aprile 2017

L'inganno delle nuove 50 euro



L'inganno dietro alla novità e che le nuove 50 euro siano state introdotte non solo per un'efficace protezione contro la falsificazione, ma anche e soprattutto per far spendere la vecchia serie nel minor tempo possibile, prima che questa venga dichiarata carta straccia. Come riporta Dagospia, la Banca Centrale Europa ha il suo obiettivo: costringere a portare gli euro vecchi in banca, dichiararli al Fisco, non tenerli più nascosti sotto il materasso o in cassette di sicurezza.






venerdì 7 aprile 2017

Il 25 Aprile non è la festa di tutti.

Nessuna Repubblica al mondo, nemmeno sedicente «nata dalla Resistenza» (in realtà nata dalla sconfitta militare dell'Asse, al pari di Germania e Giappone), può permettersi di elevare a festa nazionale una data che è soprattutto di morte, strage e orrore per milioni di cittadini discendenti dalle centinaia di migliaia di vittime da allora bollate come «indegne di ricordo» (basti pensare solo ai centomila italiani rimasti sotto le macerie dei bombardamenti terroristici «liberatori» e totalmente dimenticati) ma i cui figli, nipoti e pronipoti si sono moltiplicati e custodiscono invece con affetto la memoria dei loro cari, ingiustamente discriminata.

Nessuno Stato al mondo, per quanto retto da follia o demenza, può macchiarsi, oltre un certo limite temporale, di una simile, sadica assurdità.



lunedì 3 aprile 2017

Populismo : cari politici, imparate il senso delle parole che pronunciate.





Populismo significa appellarsi alla popolazione“. Chi detiene il potere vuole invece che la popolazione venga “tenuta lontana dalla gestione degli affari pubblici”. Chomsky ritiene al contrario che “la popolazione dovrebbe essere partecipe e non spettatrice”.
Il dizionario Treccani afferma che per “populismo” si intende il “movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia” tra il 19° e 20° secolo, “che si proponeva di raggiungere […] un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate, specialmente dei contadini e dei servi della gleba”. Attenendosi dunque al significato proprio e originario di questo termine, non vi troviamo assolutamente niente di negativo o di criticabile, mentre quando chicchessia usa questa parola oggi, le conferisce un significato dispregiativo, confondendola di fatto con un’altra parola, che in realtà è “demagogia“.
      Se per populismo dunque si intende una concezione della politica che ravvicini i cittadini alla cosa pubblica e dia la priorità agli interessi della popolazione anziché a quelli ristretti di una esigua élite di privilegiati, la cosa non è solo positiva, ma ha un nome preciso: democrazia”.
Fonte

domenica 26 marzo 2017

Privilegi dei politici: pensioni d’oro, baby pensioni, vitalizi e assegni di fine incarico che finiscono nelle tasche di chi per anni ha percepito super stipendi.

Dicono che urlo. Ok urlo. Ma se voi siete ad un supermercato e vedete qualcuno che sta rubando e sta uscendo fuori per fuggire… non urlate?”.

Inizia così la diretta Facebook di Mario Giordano, direttore del Tg4 e autore del libro ‘Vampiri’, in cui racconta i privilegi dei politici: pensioni d’oro, baby pensioni, vitalizi e assegni di fine incarico che finiscono nelle tasche di chi per anni ha percepito super stipendi, sempre a spese dei contribuenti.
Un’ingiustizia nei confronti degli italiani che non arrivano a fine mese o che prendono pensioni che non superano i 300 euro al mese.
Il giornalista nella sua diretta Facebook, la sua seconda, prosegue dicendo che “quello che stiamo vedendo, è un furto vero e proprio. Un furto di equità, un furto di giustizia, di futuro, un furto di speranza, un furto ai danni di tutti”.
E ancora: “Ci sono alcune persone che si sono rubate, stanno rubando, con i 90mila euro al mese di pensioni, con i doppi, con i tripli, con i quadrupli vitalizi ci stanno rubando il futuro. E uno non deve urlare?
A me viene da urlare.
Mi viene da urlare perché penso a Giuseppe, che lavora da 42 anni e non può andare in pensione.
Urlo pensando a Vilma, che ha una pensione di disabilità da 200 euro al mese.
Urlo pensando a Vittorina, 67 anni, continua a lavorare.
Urlo pensando a Elvina, che dovrà lavorare fino a 80 anni.
Urlo pensando a Sandra, che ha un tumore e dovrà lavorare fino a 70 anni.
Urlo pensando a Maurizio, che ha il Parkinson e aspetta la pensione di invalidità ma non la riceve.
Urlo pensando ad ognuno di voi.
Urlo perché l’altro giorno si sono accorti che c’è il problema dei vitalizi, ne hanno parlato, avete visto? Ne hanno parlato e cosa hanno fatto? La solita furbata: un provvedimento che, se va bene, taglia l’1 per cento dei vitalizi. L’uno per cento.
Signori io urlo finché voi mi date forza, continuerò a urlare perché non ho nessuna intenzione di tacere”.

martedì 28 febbraio 2017

Latte Made in Italy o latte 100% italiano




La solita Germania (truffatrice?): l’inganno dell’etichettatura EU del latte che facilmente nasconderà materia prima tedesca




La solita Germania (truffatrice?): l’inganno dell’etichettatura EU del latte che facilmente nasconderà materia prima tedesca.


l’indicazione “Made in Italy” nel caso in cui il paese di trasformazione sia l’Italia.


Tradotto, latte “Made in Italy” non significa necessariamente che sia latte italiano ma solo che ha subito l’ultima trasformazione sostanziale in Italia.
Per trovare l’origine vera del prodotto – ovvero per capire se il latte in questione è veramente italiano come tutti lo intendiamo – dovrete andare SUL FIANCO del cartone e vedere il luogo di mungitura o di origine: se verrà indicato “Origine UE” o “Miscela di latti di provenienza UE” significa che NON è latte Italiano! Se ci sarà scritto “Origine Italia” invece sarà, SI, latte italiano! 

ATTENZIONE QUINDI!

Solo l’indicazione “latte 100% italiano”, “100% latte italiano” o “latte italiano 100%” certifica il vero Made in Italy.





Fonte